La diagnosi precoce del tumore al seno si avvale oggi di diversi strumenti: la mammografia digitale, la Tomosintesi (3D) e l’Ecografia mammaria. A questi si aggiunge la Mammografia con Mezzo di Contrasto, nota con l’acronimo CEM (Contrast-Enhanced Mammography) o CEDM.
Questa tecnica combina la mammografia a doppia energia con l’uso di un mezzo di contrasto, che evidenzia i nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) che si formano attorno ad alcune lesioni tumorali.
Molte pazienti si chiedono: “Cos’è la Mammografia con contrasto? Perché il senologo la prescrive? In cosa differisce dalla Risonanza Magnetica al seno e quali vantaggi può offrire nei seni densi?”
In questo articolo spieghiamo in modo chiaro come funziona la CEM, come ci si prepara e in quali casi viene indicata.
1. Cos’è la Mammografia con Mezzo di Contrasto (CEM)?
La CEM è un esame senologico diagnostico che prevede l’iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto iodato (lo stesso utilizzato per la TAC) e, subito dopo, l’esecuzione delle proiezioni mammografiche.
Per ogni compressione il mammografo dedicato acquisisce due immagini a diversa energia (Dual-Energy):
- Immagine a bassa energia: equivalente a una mammografia digitale tradizionale.
- Immagine ad alta energia: evidenzia il contrasto iodato presente nei vasi sanguigni del seno.
Un software elabora le due immagini e produce un’immagine “sottratta”, in cui si attenua l’aspetto del tessuto ghiandolare normale e restano visibili, con maggiore luminosità, le aree che hanno captato il contrasto.
2. Perché la CEM può essere utile nei “Seni Densi”?
Nelle donne giovani o con una forte componente ghiandolare (seni densi), la mammografia tradizionale può presentare un effetto di “mascheramento”: sia il tessuto ghiandolare sia un eventuale tumore appaiono bianchi sulla lastra, e una piccola lesione può risultare difficile da individuare.
La CEM può aiutare a superare questo limite:
- I tumori, per crescere, sviluppano nuovi micro-vasi sanguigni (neoangiogenesi) e tendono per questo a captare il mezzo di contrasto.
- Nell’immagine sottratta, il tessuto ghiandolare normale risulta attenuato e la lesione può apparire come un’area brillante, più facile da riconoscere anche quando di piccole dimensioni.
3. CEM e Risonanza Magnetica Mammaria a confronto
La Risonanza Magnetica (RM) mammaria è da tempo l’esame di riferimento per valutare la vascolarizzazione del seno. La CEM rappresenta oggi una valida alternativa, con alcune differenze pratiche:
| Caratteristica | Mammografia con Contrasto (CEM) | Risonanza Magnetica Mammaria (RM) |
|---|---|---|
| Sensibilità diagnostica | Elevata, paragonabile alla RM | Elevata |
| Mezzo di contrasto | Iodato | Gadolinio |
| Durata dell’esame | Più breve (circa 5-10 minuti) | Più lunga (circa 20-30 minuti) |
| Claustrofobia | Nessun tunnel, esame eseguito al mammografo | Richiede la permanenza nel tunnel |
| Dispositivi metallici (es. pacemaker) | Generalmente non presenta le limitazioni della RM | Richiede verifica di compatibilità magnetica |
| Radiazioni ionizzanti | Sì (dose lievemente superiore alla mammografia standard) | No |
La scelta tra i due esami spetta sempre al medico, in base al quesito clinico e alla situazione della paziente.
4. Quando viene prescritta la CEM?
La CEM non è un esame di screening per tutte le donne, ma un’indagine di approfondimento prescritta dal medico specialista, ad esempio per:
- Chiarire dubbi o lesioni non definite emerse alla mammografia tradizionale o all’ecografia.
- Valutare l’estensione di un tumore già diagnosticato (multifocalità e multicentricità) prima dell’intervento chirurgico.
- Monitorare la risposta alla terapia medica (chemioterapia neoadiuvante) prima della chirurgia.
- Valutare l’eventuale comparsa di recidive in prossimità di cicatrici chirurgiche.
5. Controindicazioni e precauzioni
Poiché prevede l’uso di un mezzo di contrasto iodato e di radiazioni ionizzanti, prima dell’esame è importante segnalare al personale sanitario:
- Precedenti reazioni allergiche a mezzi di contrasto o ad altri farmaci.
- Una gravidanza in corso o sospetta.
- Eventuali problemi renali o altre patologie rilevanti.
Come per ogni mezzo di contrasto, possono manifestarsi reazioni avverse, in genere lievi e di rado più importanti. Il personale è formato per riconoscerle e gestirle.
6. Preparazione e svolgimento dell’esame
- Esami preliminari: in base alle indicazioni del centro, può essere richiesto l’esame della creatinina sierica (eGFR) per verificare la funzionalità renale.
- Digiuno: alcuni centri richiedono un digiuno da cibi solidi di alcune ore, altri no. È importante seguire le indicazioni ricevute al momento della prenotazione.
- Svolgimento: viene posizionato un piccolo catetere (ago cannula) in una vena del braccio, attraverso cui si somministra il contrasto. Dopo un breve intervallo si eseguono le proiezioni mammografiche, come in una mammografia tradizionale. L’esame dura complessivamente pochi minuti ed è generalmente ben tollerato.
- Dopo l’esame: di norma si consiglia di bere abbondantemente nelle ore successive per favorire l’eliminazione del contrasto. Il centro fornirà indicazioni specifiche.
Conclusione
La Mammografia con Mezzo di Contrasto (CEM) è uno strumento diagnostico di approfondimento che unisce la familiarità della mammografia alla valutazione vascolare offerta dal contrasto. Può fornire informazioni utili in situazioni selezionate, sempre su indicazione del medico specialista.
Contenuto a scopo divulgativo, non costituisce diagnosi medica né indirizzamento verso un esame specifico. Per ogni informazione sulla tipologia e l’esecuzione di esami per la propria situazione, rivolgersi al personale medico preposto
